Istruzioni per vivere insieme la settimana santa

“FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”

ISTRUZIONI PER VIVERE INSIEME LA SETTIMANA SANTA 


In questa settimana Santa, sicuramente speciale, cercheremo di rivivere alcuni momenti importanti, nonostante la lontananza.
I gesti proposti nelle varie giornate saranno occasione di preghiera e di riflessione.

Lunedì, martedì e mercoledì serviranno a recuperare gli oggetti-simbolo che saranno usati per apparecchiare la mensa del giovedì. Ogni giorno saranno proposti due oggetti. Una volta recuperati, gli oggetti-simbolo saranno posizionati in evidenza nella stanza più frequentata della casa.
Mettere i simboli in evidenza ci permetterà di continuare a meditare sulla parola del giorno.
Il giovedì parteciperemo tutti insieme a una cena ebraica, facendo memoriale dell’ultima cena e ritrovandoci insieme intorno alla stessa “mensa”. Ogni famiglia apparecchierà la mensa (con i simboli recuperati nei giorni precedenti) e cenerà insieme.

Di seguito il programma giorno per giorno.

LUNEDÌ 06 APRILE 2020

Come ogni cena che si rispetti, anche la cena ebraica ha bisogno di alcuni giorni di preparazione. Sfrutteremo lunedì, martedì e mercoledì per prendere gli oggetti-simbolo che serviranno per la cena del giovedì.

Il lunedì si cercheranno e posizioneranno questi oggetti-simbolo: 

LA CIOTOLA: strumento che dispensa ristoro e nutrimento, a volte appare come immagine del seno materno che nutre e da vigore al corpo ma anche forza allo spirito. 

Contenitore di varie forme e materiale, anche di legno simbolo delle proprie radici, serve per contenere ciò che davvero siamo noi: figli amati.
 
LA CANDELA: simbolo della luce, che rischiara le tenebre. Simbolo della nostra fede, che ha bisogno di essere sempre alimentata.
I cristiani, divenuti nel battesimo figli di Dio, sono 'figli della luce ' e lo mostrano nell'amore e nel servizio fraterno: "Chi ama suo fratello rimane nella luce". La luce, in tutte le culture, costituisce una coppia con il termine tenebre, di cui è l'opposto. Si comprende la luce perché vi sono le tenebre. La luce indica la vita, le tenebre la morte. La storia di salvezza narra il trionfo della luce / vita sulle tenebre. Il punto culminante è la risurrezione di Gesù, la cui vita risorta manifesta la vittoria sulla morte.

Dopo aver trovato e posizionato i primi oggetti-simbolo, preghiamo insieme:

Ti chiediamo, Signore Gesù,

di guidarci in questo cammino

verso Gerusalemme e verso la Pasqua.

Ciascuno di noi intuisce che tu,

andando in questo modo a Gerusalemme,

porti in te un grande mistero,

che svela il senso della nostra vita,

delle nostre fatiche e della nostra morte,

ma insieme il senso della nostra gioia

e il significato del nostro cammino umano.

Donaci di verificare sui tuoi passi

i nostri passi di ogni giorno.

Concedici di capire,

in questa settimana che stiamo iniziando,

come tu ci hai accolto con amore, fino a morire per noi,

e come l'ulivo vuole ricordarci

che la redenzione e la pace da te donate hanno un caro prezzo,

quello della tua morte.

Solo allora potremo vivere

nel tuo mistero di morte e di risurrezione,

mistero che ci consente di andare per le strade del mondo

non più come viandanti senza luce e senza speranza,

ma come uomini e donne liberati

della libertà dei figli di Dio.

Amen. (Carlo Maria Martini)

 

MARTEDÌ 07 APRILE 2020

 Il martedì si cercheranno e posizioneranno questi oggetti- simbolo:

IL PANE: simbolo della convivialità e della comunione che si stabilisce attorno alla tavola. Gesù è il vero pane. Insieme al vino rappresentano la natura («sono i frutti della terra), e la cultura (sono i frutti del lavoro dell’uomo), sono cibo e bevanda, gli elementi vitali per eccellenza che accompagnano l’uomo dal suo nascere al suo morire, durante tutta la sua vita. Il corpo è sostentato dal cibo, ma il cibo pur nutrendo il corpo non può liberarlo dalla morte. Il pane eucaristico dona invece la vita eterna.

IL VINO: simbolo di vita, gioia, festa, amore, ma bevuto in eccesso è nocivo. il vino buono abbondante è segno della benedizione di Dio. La novità del messaggio di Gesù, come il vino nuovo, è incompatibile con l'antico. Nel Vangelo di Giovanni, durante le nozze di Cana compie il primo 'segno' cambiando l'acqua in vino. Il vino che Egli offre è nuovo, abbondante e migliore. Questo vino è simbolo della nuova al-leanza. Gesù è lo sposo messianico che offre il suo vino - pienezza di vita - alla sua sposa, Israele/Chiesa.

  

MERCOLEDÌ 08 APRILE 2020

 Il mercoledì si cercheranno e posizioneranno questi oggetti-simbolo:

IL GREMBIULE: simbolo del servizio e della carità. Mettendosi nell’atteggiamento del servizio, potrà anche sporcarsi ma sicuramente sarà servito per asciugare, pulire, coprire qualcosa che a noi sta a cuore. Servire per amore significa “chinarsi” davanti agli altri e scegliere di “lavare i piedi”, gesto che lo schiavo eseguiva verso il suo padrone. Il messaggio evangelico propone il radicale rovesciamento delle relazioni interpersonali: è il maestro che lava i piedi ai suoi discepoli e dà l’esempio a tutti.

L’ACQUA: simbolo della vita, della bontà di Dio, della purificazione, del bisogno di immergersi in Cristo (Battesimo). L'uomo ha sete e l’immagine della sete, significa una sete spirituale: voglia e necessità dell’incontro con Dio. Gesù dice: “Chi ha sete venga, a me e beva” e anche “Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete. Bisogna quindi come l’acqua donare la vita e accettare la vita come dono. È l’acqua è il dono più importante per un uomo per vivere.


GIOVEDÌ 09 APRILE 2020

 La Pasqua è ancora oggi per gli Ebrei una delle tre grandi feste della loro religione. Viene celebrata il 14 del mese di Nisan, da quando il Signore Dio liberò dalla schiavitù Israele, aprendo per loro un passaggio attraverso le acque del mar Rosso. Si tratta del più suggestivo e gioioso tra tutti i rituali familiari dell’ebraismo dove si celebra l’evento fondante della storia e della spiritualità ebraica: la fine della schiavitù e l’inizio della libertà. Consiste nella partecipazione ad un pasto simbolico in cui ogni elemento ricorda qualche aspetto della notte nella quale Dio trasse fuori il suo popolo dall’Egitto e lo introdusse nella terra promessa. Anche Gesù ha celebrato questa cena con gli apostoli nel cenacolo, a Gerusalemme, il giorno prima di morire sulla croce per la nostra salvezza. 

In questa occasione Gesù istituì l’Eucaristia, donò cioè sé stesso sotto i segni del pane e del vino, come nutrimento spirituale per quanti – come noi - avrebbero creduto in Lui. E comandò agli apostoli: “Fate questo in memoria di me”.
Il sole è ormai tramontato e noi ci troviamo, come Gesù, in una grande sala preparata per l’occasione.
Per i Cristiani la Pasqua è il memoriale della morte e resurrezione di Cristo.

Il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà della vita eterna e della salvezza.

Il passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo. Alla vita nuova.
Vita che rinasce.

Festeggiamo anche noi l’Esodo, che vuol dire “Uscita”!
Uscire da dove?
Dall’ombra e dal buio per andare incontro alla Luce, tutti insieme, uniti nella Chiesa. Usciamo dal peccato per tuffarci nella vita nuova. Viviamo quindi il nostro Esodo, insieme verso Cristo.

Apparecchiamo la tavola con gli oggetti-simbolo, abbelliamo la mensa come facciamo negli eventi importanti, ceniamo insieme e viviamo in comunità questo momento.

 All’inizio della cena facciamo in segno della croce e la preghiera può essere guidata dal papà o dalla mamma.


G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen.

 G. Benedetto sia Dio Padre che nel suo Figlio Gesù ha dato la sua vita per noi.

T. Benedetto nei secoli il Signore.

 
G. Ringraziamo il Signore per l’Eucaristia, memoria viva della Pasqua che Gesù ha affidato ai suoi prima di patire, mistero d’amore che ci insegna a fare della nostra vita un dono.

Ringraziamolo per il dono del sacerdozio.

Ringraziamolo, infine, per il comandamento nuovo e grande dell’amore

fraterno per il quale anche noi possiamo essere pane spezzato nella carità fraterna.

Riconosciamo nella croce di Gesù, dove è sospesa la sofferenza di tanti fratelli, la fonte

della nostra vita e della nostra pace.

T. Amen.


Al termina della cena, preghiamo insieme con queste parole:

Ti ringraziamo, Dio nostro,

per il nutrimento che ci hai elargito:

mediante questo pane,

che insieme abbiamo diviso,

si ravvivi in noi la comunione con te,

con i fratelli e con tutte le creature.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

E invochiamo la benedizione del padre:

 

G. Concedi la tua benedizione alla nostra famiglia, o Padre,

e guarda con amore i tuoi figli che nel mondo

gemono a causa della malattia;

fa’ che presto possiamo tornare

a celebrare con tutti i fratelli

la santa Cena che il tuo Figlio ci ha affidato

per vivere sempre del tuo dono.

T. Amen.

 

Tutti insieme fanno il segno della croce.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen.

  

VENERDÌ 10 APRILE 2020

Viviamo e preghiamo insieme la Via Crucis a cui hanno partecipato tutti i gruppi parrocchiali con foto e riflessioni. Nel pomeriggio, sulla pagina Facebook della parrocchia e sul sito parrocchiale sarà caricato il video. Siamo distanti ma uniti, come comunità, tramite la preghiera. Sfruttiamo l’occasione per sentirci meno lontani e per stringerci intorno alla croce.

 

SABATO 11 APRILE 2020

 Il sabato Santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la Sua passione e la sua morte, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la messa resta senza tovaglie e ornamenti) fino alla solenne Veglia notturna.

  

DOMENICA 12 APRILE 2020

Cari amici, come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole! Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace! Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”! La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla. Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati. Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto. Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito. Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via. Auguri.

La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione. (Don Tonino Bello)