Veglia di Preghiera missionaria

“Battezzati e inviati”

 

Guida: La nostra comunità ha accolto l’invito del Papa a dare inizio al nuovo anno pastorale con la celebrazione del Mese Missionario Straordinario, con l’intento di sostenere, ancora di più, nei pastori e nei fedeli l’impegno per l’evangelizzazione e la trasformazione missionaria della vita della Chiesa: “Battezzati e inviati!”.

All'ingresso in Chiesa ognuno riceve una candela, che porterà a casa alla fine della celebrazione ed accenderà fuori dalla finestra, come segno della presenza di Cristo e dell'apertura all'altro.


Canto iniziale: Cantiamo te

Cantiamo te, Signore della vita:

il nome tuo è grande sulla terra
tutto parla di te e canta la tua gloria.
grande tu sei e compi meraviglie:
tu sei Dio.

Cantiamo te, Signore Gesù Cristo:
Figlio di Dio venuto sulla terra,
fatto uomo per noi 
nel grembo di Maria.

Dolce Gesù risorto dalla morte
sei con noi.

Cantiamo te, amore senza fine:
tu che sei Dio lo Spirito del Padre
vivi dentro di noi
e guida i nostri passi.
Accendi in noi il fuoco
dell'eterna carità.


Durante il canto vengono portati all'altare, da un rappresentante dei vari gruppi parrocchiali, cinque drappi colorarti, rappresentanti i cinque continenti.

 Celebrante: nel nome del Padre...

Tutti: Amen

Celebrante: il Signore misericordioso e compassionevole, lento all'ira e grande nell'amore, sia con tutti voi.

Tutti: e con il tuo spirito.

Celebrante: Carissimi, Dio nostro Padre ci chiama ancora una volta a iniziare il nuovo anno pastorale, perché progredendo nell'esperienza di fede, diventiamo veri discepoli di Cristo. Il suo Spirito ci accompagni in questa nuova tappa del nostro cammino, perché possiamo ricevere con amore ciò che ci viene donato e trasmetterlo agli altri con le parole e con la vita. Maria, prima discepola del Signore e sede della sapienza, sia nostro modello e madre nella crescita della fede. 


Guida: Facciamo ora memoria del nostro Battesimo, nel quale siamo rinati a vita nuova. Divenuti figli nel Figlio, riconosciamo con gratitudine il dono ricevuto, per rimanere fedeli all’amore a cui siamo stati chiamati.

 

MEMORIA DEL BATTESIMO

Il sacerdote, insieme ai vari rappresentanti dei gruppi, si reca al fonte battesimale. Dal cero pasquale si accendono le candele distribuite in precedenza a tutti i partecipanti.

 

PROFESSIONE DI FEDE.

Al termine tutti diciamo insieme la formula “Questa è la nostra fede”.

 BENEDIZIONE DELL'ACQUA E ASPERSIONE

Celebrante: Preghiamo umilmente Dio nostro Padre, perché benedica quest'acqua con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro Battesimo. Il Signore ci aiuti ad essere sempre fedeli ai suoi grandi doni.


Tutti pregano per qualche momento in silenzio. Poi il sacerdote prosegue:

 

Noi ti lodiamo, o Dio creatore,

che nell'acqua e nello Spirito
hai dato forma e volto all'uomo e all'universo.

R. Gloria a te, Signore.

 

Noi ti benediciamo, o Cristo,

che dal petto squarciato sulla croce
hai fatto scaturire i sacramenti della nostra salvezza.

R. Gloria a te, Signore.

 

Noi ti glorifichiamo, o Spirito Santo,

che dal grembo battesimale della Chiesa
ci hai fatto rinascere come nuove creature.

R. Gloria a te, Signore.

 

Dio onnipotente
che nei santi segni della nostra fede
rinnovi i prodigi della creazione e della redenzione,

benedici + quest'acqua
e fa' che tutti i rinati nel Battesimo
siano annunziatori e testimoni della Pasqua
che sempre si rinnova nella tua Chiesa.

Per Cristo nostro Signore.

R. Amen. 

 

Dopo la preghiera di benedizione, il sacerdote asperge con l'acqua benedetta il gruppo di collaboratori dicendo:

Celebrante: Risveglia in questi discepoli - della nostra scuola di fede - il ricordo e la grazia del Battesimo; -  apri il loro cuore e le loro labbra - alla tua parola di vita eterna.

Quindi asperge tutti i presenti, passando attraverso la navata della chiesa.


Canto:
Kyrie eleison, Christe eleison. - Kyrie eleison, Christe eleison.

Signore pietà, Cristo pietà. - Signore pietà, Cristo pietà.

Kyrie eleison, Christe eleison. - Kyrie eleison, Christe eleison.


Guida: Ascoltiamo, ora, la parola di Dio

 

In ascolto DELLA PAROLA DI DIO

Dagli ATTI degli apostoli, 1, 1-11.

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

 

Guida: In un mondo dove gli uomini hanno tanta difficoltà a dividere tra loro i beni della terra...

In un mondo dove sono sempre aperte le sfide della diffusa aspirazione alla giustizia, allo sviluppo, alla solidarietà, alla libertà, alla sicurezza, alla pace, alla difesa dell'ambiente e delle risorse della terra... In un mondo dove è messo in discussione il significato e lo scopo della vita, per ogni individuo e per l'intera umanità... In questo mondo andare contro corrente sì può!

Ascoltiamo la testimonianza di due martiri italiani

 

Lettore: Don Andrea Santoro, sacerdote Fidei Donum della diocesi di Roma, è stato ucciso a Trabzon in Turchia, il 5 febbraio 2006 mentre era raccolto in preghiera nella chiesa di Sancta Maria Kilisesi.

«Amare incondizionatamente, essere sempre disponibile all'accoglienza, offrire occasioni di incontro e di dialogo, testimoniare il perdono, affermare la sua continua disponibilità al confronto, reprimendo ogni umano moto d'ira, soffocando l'egoismo, combattendo i propri limiti per rimanere coraggiosamente fedele alla chiamata di Dio: questo è stato il filo conduttore che ha sempre seguito don Andrea, e che ha specialmente contraddistinto gli anni della permanenza in Turchia». (card. Ruini)

 Ascoltiamo ora alcune parole di don Andrea:

«Tu mi rifiuti e io ti rispetto, tu mi odi e io ti amo.  Qualcuno deve cominciare... A questo punto mi sono sentito gettare dentro, nel più profondo di me, il Vangelo e ho sentito che mi toccava in prima persona: "perché non cominci tu?" »

"Cristo pasce agnelli, non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeremo lupi perderemo" (san Giovanni Crisostomo). Ci sarà chi voglia regalare al mondo la presenza di "questo" Cristo?

"Spesso mi chiedo perché sono qui...Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo! Il Medio Oriente deve essere riabitato come fu abitato ieri da Gesù: con lunghi silenzi, con umiltà e semplicità di vita, con opere di fede, con miracoli di carità, con la limpidezza inerme della testimonianza, con il dono consapevole della vita"

 

Lettore: Suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, è stata uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio in Somalia; è stata colpita a morte mentre si recava all'ospedale in cui prestava servizio e in cui aveva avviato una scuola di scienze infermieristiche. Con suor Leonella, nel tentativo di salvarla, dopo che il primo sparo l'aveva raggiunta, ha versato il suo sangue anche Mohamed Mahamud, un Somalo, musulmano, sposo e padre di quattro figli.

Le Missionarie della Consolata la ricordano come "cosciente dei rischi" ma lontana da sentimenti di paura, disinteressata alla sua difesa e protezione e "preoccupata solo di condividere la sua gioia e i suoi talenti con gli altri".

Una donna che ha dedicato la sua vita al servizio dei più deboli, dei più indifesi e dei più bisognosi, al di là di ogni distinzione etnica o religiosa, offrendo una esemplare testimonianza di amore e di dedizione alla causa della solidarietà e della pace tra i popoli. Ha sempre avuto coscienza dei rischi che correva, ma ha sempre avuto anche la speranza che le veniva dal vivere insieme alla gente di Mogadiscio, di lavorare insieme, cristiani e musulmani. è stato proprio l'amore, il bene, il rispetto che ha sempre ricevuto dalla gente che la circondava che le ha dato la forza di andare avanti, sempre, anche nei momenti difficili. Diceva spesso: "Stare vicino alla gente di Mogadiscio, vivere con loro, tra loro, condividendone speranze, gioie e sofferenze. Questa è la mia missione". Le armi hanno segnato la conclusione di questa tappa della vita di suor Leonella, ma non hanno spento la Parola, che ha continuato a riecheggiare in lei fino all'ultimo, come sintesi del Vangelo creduto, amato, vissuto: «perdono, perdono, perdono...» Parole chiave, cuore del cristianesimo e cuore della missione, sussurrata per tre volte ai suoi assassini.

 

Riflessioni del celebrante

 

Mandato missionario

Guida: Missione non è solo andare in paesi lontani, anche le nostre città sono luoghi in cui far giungere l’annuncio del Vangelo, nelle classi scolastiche, all’università, nelle strade, nei giardini, nelle parrocchie, ci si metterà in ascolto e testimonieremo la gioia e la libertà che vengono dall’incontro col Signore Gesù. A nome di tutti, alcuni dei collaboratori riceveranno ora il mandato missionario dalle mani del celebrante. (coroncina del rosario missionario)

Celebrante: Carissimi battezzati, la nostra Chiesa vi manda fuori, dalle altre persone, per mettervi in ascolto delle loro gioie e dei loro dolori, delle loro speranze e delle loro angosce e per illuminarle con la luce del Vangelo di Gesù. Siete pronti a partire a mani vuote avendo solo il Vangelo sulle labbra e l’amore nel cuore per portare la buona notizia del regno a tutti quelli che il Signore vi farà incontrare?

Comunità: Sì, siamo pronti.

Celebrante: Siete pronti a vivere nella costante disponibilità allo Spirito e nella comunione fra di voi, nella preghiera e nella fiducia, senza timore e senza orgoglio, con il coraggio e la gioiosa audacia degli apostoli di Gesù?

 

Comunità: Sì, siamo pronti.

Tutti: Amen.

Invocazione allo Spirito attraverso il Canto “Vieni, Spirito d'amore”


Rit. Vieni, vieni, Spirito d'amore,

ad insegnar le cose di Dio.

Vieni, vieni, Spirito di pace,

a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.

 

Noi t'invochiamo, Spirito di Cristo,

vieni Tu dentro di noi.

Cambia i nostri occhi, fa che noi vediamo

la bontà di Dio per noi. Rit.

 

Vieni o Spirito dai quattro venti

e soffia su chi non ha vita.

Vieni o Spirito, soffia su di noi

perché anche noi riviviamo. Rit.

 

Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare.

Insegnaci a lodare Iddio.

Insegnaci a pregare, insegnaci la via.

Insegnaci Tu l'unità. Rit.



 

Preghiera dei fedeli

 

Celebrante: Carissimi, la Missione non è assolvere ad un dovere, ma è risposta ad una chiamata. Per questo occorre che la Chiesa sappia sempre prendersi cura delle molteplici forme di emarginazione, infondendo in ogni uomo la certezza di essere amato da Dio.

 

 Lettore: preghiamo e diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore:

·         Per il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi chiamati ad essere pastori e guide di tutta la Chiesa, siano sempre educatori attenti e appassionati nel condurre il popolo di Dio ad una rinnovata consapevolezza missionaria e ad una carità operosa. Preghiamo.

·         “Anche se piccola e povera, antica o nuova, ogni comunità deve farsi segno dell’amore di Dio per tutti”. Offriamo al Padre la nostra supplica per la Chiesa universale e per la comunità parrocchiale, perché siano sempre aperte, con generoso slancio, alle necessità di ogni uomo. Preghiamo.

·          Per i missionari ad gentes, affinché siano “pungolo efficace nelle nostre comunità cristiane in vista di una risposta sempre più adeguata alla nostra vocazione”. Affidiamo alla tua misericordia, o Padre, il servizio di questi nostri fratelli, perché attraverso il loro fedele annuncio il Vangelo non conosca confini. Preghiamo.

·          La nostra preghiera sale a Te, o Dio, per tutti quegli uomini, donne e bambini che nel mondo soffrono a causa della fame, dell’ingiustizia, dell’indifferenza: “l’universalità di Gesù parte sempre dal basso, cioè dagli ultimi”. Che il Vangelo della carità divenga incontro con l’amore del Padre e risposta concreta alle loro sofferenze. Preghiamo.

·          Ancora oggi, nella Chiesa, tanti uomini e donne sono perseguitati a causa della loro fede. “I martiri invitano la nostra Chiesa a contare non sulla forza e il prestigio umani, ma sulla forza che Dio assicura a chi si affida a lui”. Chiediamo al Signore che non venga mai meno la fedeltà al Vangelo per questi nostri fratelli e per ciascuno di noi. Preghiamo.

·          Ti presentiamo, o Signore, il dolore di tanti fratelli malati nel corpo e nello spirito. Fa' che uniti alla Croce del tuo Figlio Gesù, sappiano offrire con coraggio la loro sofferenza e divenire, attraverso il dolore, missionari del tuo Amore. Preghiamo.

 

Celebrante: Ascolta ed esaudisci o Padre queste nostre preghiere, perchè ogni uomo riscopra la gioia dell’annuncio di un Vangelo senza confini, capace di superare qualsiasi barriera di colore, razza e cultura. Per Cristo, nostro Signore. Amen.

 

PADRE NOSTRO (cantato)

 

Conclusione

Preghiera per il mese missionario straordinario.

 

Padre nostro, il Tuo Figlio Unigenito Gesù Cristo risorto dai morti affidò ai Suoi discepoli il mandato di "andare e fare discepoli tutti i popoli"; Tu ci ricordi che attraverso il nostro battesimo siamo resi partecipi della missione della Chiesa.

Per i doni del Tuo Santo Spirito, concedi a noi la grazia di essere testimoni del Vangelo, coraggiosi e zelanti, affinché la missione affidata alla Chiesa, ancora lontana dall’essere realizzata, possa trovare nuove e efficaci espressioni che portino vita e luce al mondo.

Aiutaci a far sì che tutti i popoli possano incontrarsi con l'amore salvifico e la misericordia di Gesù Cristo, Lui che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 

BENEDIZIONE DEL CELEBRANTE



 

Canto finale: Acqua siamo noi

Acqua siamo noi dall’antica sorgente veniamo,

fiumi siamo noi se i ruscelli si mettono insieme,
mari siamo noi se i torrenti si danno la mano,
vita nuova c’è se Gesù è in mezzo a noi.

 

Rit. E allora diamoci la mano

e tutti insieme camminiamo
ed un oceano di pace nascerà.
E l’egoismo cancelliamo,

un cuore limpido sentiamo

è Dio che bagna del suo amor
l’umanità.


Su nel cielo c’è Dio Padre che vive per l’uomo,

crea tutti noi e ci ama di amore infinito,
figli siamo noi e fratelli di Cristo Signore,
vita nuova c’è quando lui è in mezzo a noi. Rit.