L’ultimo rosario del mese di novembre è stato animato dai giovani e dai giovanissimi ed è stato guidato dai pensieri e dalla vita del giovane Beato Carlo Acutis.
Carlo Acutis, nato nel 1991, cresciuto a Milano, era un ragazzo con una profonda sensibilità spirituale. Dopo la Prima Comunione a 7 anni, dedicò la sua vita alla preghiera, all’adorazione e alla partecipazione alla Messa, definendo l’Eucaristia “la mia autostrada per il cielo”. Pur essendo profondamente religioso, visse pienamente la sua adolescenza: suonava il sassofono, giocava a pallone, faceva volontariato e coltivava una straordinaria passione per l’informatica. Celebre la sua frase: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie,” con cui invitava a vivere con autenticità e mettendo Dio al primo posto. A 15 anni gli fu diagnosticata una leucemia fulminante, affrontata con serenità e offerta a Dio per il Papa e la Chiesa. Morì nel 2006 e fu sepolto ad Assisi, in onore della sua devozione a san Francesco. Nel 2020 è stato beatificato grazie a un miracolo legato alla guarigione di un bambino brasiliano. Nel Giubileo del 2025, Carlo sarà proclamato santo, diventando uno dei santi più giovani della storia.
